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uomo dio
Nessuno vi inganni in alcun modo; poiché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l'apostasia e non sia stato manifestato l'uomo del peccato, il figlio della perdizione, l'avversario, colui che s'innalza sopra tutto ciò che è chiamato Dio od oggetto di culto; fino al punto da porsi a sedere nel tempio di Dio, mostrando sé stesso e proclamandosi Dio." (2 Tessalonicesi 2:3-8)

L'Umanesimo è la seconda religione più vecchia del mondo. Ebbe inizio nella storia quando il tentatore disse: “Davvero Dio ha detto …? Certo non morirete: Perché Dio sa che il giorno che ne mangerete, vi si apriranno gli occhi e voi sarete come dèi, e conoscerete (o sarete capaci di determinare da voi stessi) il bene e il male” (Genesi 3,1; 4-5)
Una più accurata rappresentazione tuttavia, consiste nell'uomo che nobilmente cerca di realizzare il proprio destino e il proprio ambiente attraverso la propria determinazione. 
L'UMANESIMO  è il riconoscimento, o l'adorazione del desiderio che l'uomo ha insito in se stesso di essere signore e sovrano.
Non sempre l'UMANESIMO nega l'esistenza di Dio. In realtà il tentatore, il fondatore dell'umanesimo, non fece alcun tentativo di negare la realtà di Dio.
Asseriva invece che Dio cercava di impedire la realizzazione personale dell'uomo: l'uomo deve essere il signore e sovrano di se stesso e deve poter scegliere, determinare da solo ciò che costituisce il bene e il male nei termini del proprio interesse.
Giacomo 2,19 ci dice che tutti i diavoli credono in Dio, “e tremano”, ma ciò non significa che siano cristiani. Il solo credere in Dio, quindi, non ci rende affatto cristiani.
Il Dizionario Webster definisce così l'Umanesimo:
"Una dottrina, un atteggiamento o un modo di vivere centrato sugli interessi o sui valore umani. Part.: filosofia che asserisce la dignità e il valore dell'uomo e la sua capacità di realizzarsi per mezzo della ragione, e che spesso respinge o rifiuta il soprannaturale."
Le fondamenta della filosofia umanista sono state enumerate in due manifesti, o dichiarazioni, compilate da leader umanisti nel 1933, e poi nel 1973.
Questi due Manifesti sono indicati semplicemente come MANIFESTO UMANISTA N. 1 e MANIFESTO UMANISTA N. 2.
Due dichiarazioni che figurano nel secondo manifesto sono particolarmente interessanti per i credenti, per arrivare a capire le fondamenta della filosofia umanista. Innanzi tutto l'Umanista dichiara:
"Rileviamo una insufficiente evidenza per credere all'esistenza del soprannaturale; è cosa priva di significato o irrilevante per il problema della sopravvivenza o della realizzazione della razza umana. Come non-teisti, partiamo dall'uomo, non da Dio; dalla natura, non dal divino."
Definendosi NON-TEISTI anziché atei, essi non negano l'esistenza di Dio ma dichiarano semplicemente che se esiste o no, Egli è cosa irrilevante per l'esperienza umana.
La distinzione può apparire secondaria, e invece è importante perché lascia spazio all'Umanesimo Religioso, che crede in Dio, ma che si centra sull'uomo e sulle sue necessità
In secondo luogo, il Manifesto dichiara: "…. Le religioni dogmatiche tradizionali o autoritarie, che mettono Dio, i rituali o il credo, al di sopra delle necessità umane e dell'esperienza umana, fanno un disservizio alla specie umana."
Gli Umanisti stanno così dichiarando che NON vi è autorità alcuna al di sopra dell'uomo.
Ciò, in pratica, equivale ad un rovesciamento spirituale dell'autorità di Dio.
L'uomo e le sue necessità vengono posti sul trono quale centro dell'universo, e tutto il resto è costretto a fare dell'uomo il suo centro. Il problema è quindi diventato un problema di dominio. Lo spirito dell'Umanesimo
L'Umanesimo è la filosofia della natura umana caduta.
Non è certo lo sviluppo della moderna comunità intellettuale, bensì di una forza spirituale che risale alle epoche precedenti la creazione. Lo spirito dell'uomo caduto è spesso rappresentato come una umanità degradata, che si rivela nella dissolutezza e nel peccato. Una rappresentazione più accurata tuttavia è quella dell'uomo che si protende nobilmente verso il raggiungimento del proprio fato ed ambiente mediante la propria determinazione.
Si tratta dello stesso principio che vediamo in Lucifero quando disse:
"Ascenderò al cielo; Innalzerò il mio trono al di sopra delle stelle di Dio, e Mi siederò sul monte dell'assemblea nei recessi del settentrione. Salirò al di sopra delle altezze delle nubi; Mi farò simile all'Altissimo" (Isaia 14, 13-14).  

Il sincretismo
sincretismo
Il sincretismo è il tentativo di far combinare fedi estranee e di farne una sola.
Sin dai primissimi inizi la religione di Israele – il Regno Settentrionale – era sincretistica. Geroboamo, figlio di Nebat, che portò Israele a peccare, prese due vitelli d'oro e li identificò con Dio (1 Re 12,28), e questo fece sorgere la confusione. Elia definì questo sincretismo “stare tra due opinioni” e lanciò una sfida ad Israele dicendo:
“Fino a quando resterete divisi tra due opinioni? Se il Signore è Dio, seguiteLo, ma se è Baal, allora seguite lui. E il popolo non rispose una parola” (1 Re 18,21).

Quando Israele fu diviso in due regni, Giuda e Israele, Israele praticò il sincretismo fino all'ultimo, e come risultato il Signore li distrusse. Il sincretismo è una forma di tiepidezza, e il Signore lo condanna con estrema durezza (Apocalisse 3, 14-16). Giuda fu spesso apostata (anziché sincretistico), e così poté essere richiamato alla fede e liberato dalla schiavitù. Nell'apostasia  si riconosce la differenza tra Dio e Satana; mentre nel sincretismo ogni tentativo di riconoscere tale differenza è negato e ostacolato.

II sincretismo si può definire la religione fai-da-te. Una religione-puzzle, di cui ciascuno sceglie le tessere che preferisce e le combina a suo gusto. Elementi religiosi dell'Occidente e dell'Oriente vengono miscelati e omogeneizzati; il Dio di Gesù Cristo perde la sua fisionomia in un «Cristo cosmico» che è la somma di tutti i grandi uomini, da Buddha a Maometto; la reincarnazione viene frullata con la risurrezione; la morale cristiana si combina con la libertà sessuale del tantrismo, senza che se ne colgano ovviamente i significati culturali profondi, ecc. Il sincretismo può essere una scelta pericolosa perché crea un disorientamento profondo e apre la via al soggettivismo completo. Ma è soprattutto un fenomeno che interessa i nuovi movimenti religiosi, molte forme estreme del pentecostalismo, e le varie sette che proliferano nelle società occidentali, oltre che in antiche comunità, come quelle afro-americane e indio-andine, ma soprattutto  ha aperto le porte all'ecumenismo da quando il Concilio Vaticano II ha sdemonizzato le religioni non cristiane, indicando nelle grandi tradizioni religiose dell'Oriente, come il buddhismo e l'induismo, i «semi del Verbo», cioè i valori cristiani presenti in forma anonima in queste tradizioni, pur in mezzo a disvalori. Si parla di ecumenismo, di incontri come quello di Assisi, 1986, quando Giovanni Paolo II ha invitato gli esponenti di tutte le grandi religioni del mondo a pregare il loro Dio per la pace. Di qui l'equazione: ecumenismo = sincretismo. Se in tutte le religioni ci sono valori significativi perché non cogliere gli elementi a ciascuno più congeniali per dar vita a una religione «su misura» del singolo credente? Ed infine il sincretismo ecumenico ha dato il via alla New Age. Lo sforzo delle varie religioni oggi, infatti, è rivolto alla pace nel mondo. Fiaccolate, incontri, meeting tra cattolici, protestanti, induisti, buddhisti, taoisti... sono all'ordine del giorno. Del resto la storia ci insegna che troppe guerre e stragi hanno avuto moventi religiosi. Perché allora non accogliere ciò che le diverse religioni ci offrono di meglio, buttando a mare vecchi esclusivismi pericolosi? Non è contribuire alla pace nel mondo? 
«La New Age rinnova, nelle condizioni culturali della nostra epoca, una delle speranze più antiche dell'uomo: la speranza di una Nuova Era di pace, di armonia e di riconciliazione dell'uomo con se stesso, con gli altri e con la natura, realizzata attraverso la scoperta e lo sviluppo delle capacità "divine" dell'uomo stesso. È questa speranza religiosa, antica quanto l'umanità stessa, a conferirle il suo fascino segreto» (card. Paul Poupard).
L'Umanesimo e i suoi principi
umanesimo
L'Umanesimo oggi, come il culto di Baal nell'antichità, è entrato nelle Chiese mascherato da religione biblica. La condanna dell'Umanesimo ci fa insorgere forti ostilità tutt'intorno da parte dei sincretisti, orgogliosi del loro compromesso e della loro tiepidezza (da loro stessi considerata come mite ragionevolezza).

I principi dell’umanesimo
 

Il problema della Signoria o Sovranità è il primo da considerare.
La parola biblica “signore”, “Kurios”, significa sovrano, proprietario assoluto e Dio.
Sulla “signoria” e “dominio” vi sono oggi una varietà di dottrine umanistiche: gli anarchici credono che la sovranità debba risiedere nell'individuo e secondo loro, nessun potere umano, naturale o soprannaturale, ha un qualsiasi diritto legale o potere sull'uomo. Per loro l'UOMO È IL SIGNORE, il dio di se stesso, è legge a se stesso, è la fonte della moralità.
Gli Umanisti Statisti ritengono che lo Stato sia sovrano e che la potenza e l'autorità ultima risiedano nello Stato.
La crescente persecuzione nelle scuole cristiane è una manifestazione dello Stato che rivendica la propria sovranità. Lo Stato reclama il diritto di governare ogni cosa, quale vero signore su tutte le cose. L'Umanesimo degli Statisti può considerare sia lo Stato-Nazione, sia lo Stato-Mondiale come sovrano, ma in entrambi i casi esso vede, secondo la filosofia di Hegel, lo Stato nei panni di un dio che cammina sulla terra.
L'Umanesimo vede l'uomo come una proprietà dell'uomo stesso o dello Stato, mentre la Scrittura ci dice che noi siamo proprietà di Dio in virtù della creazione, e quindi non apparteniamo a noi stessi: siamo stati acquistati a caro prezzo, e Paolo ci dice: “glorificate  quindi Dio nel vostro corpo e nel vostro spirito, che appartengono a Dio” (1 Corinzi 6, 19-20). Essere proprietà di Dio significa che non abbiamo diritti da rivendicare contro di Lui: Gli apparteniamo in tutto il nostro essere assieme alle nostre famiglie e al denaro, che vanno usati al Suo comando e tramite la Sua Parola.
Diventare proprietà dello Stato significa che noi, con tutto quello che abbiamo e che siamo, diventiamo una cosa che gli appartiene e che lo Stato può usare nel modo che più ritiene opportuno. Lo Stato Umanistico, ogni giorno, richiede sempre di più alle sue proprietà,  al suo popolo.


Oggi le chiese sono piene di umanisti 

Essi credono in Dio come una grande risorsa, ma non in Lui come Signore.
Si rivolgono a Dio per riceverne aiuto, proprio come ci si rivolge ad un agente per l'assicurazione contro il fuoco o per la vita.
A loro piace usare Dio come si usa una ruota di scorta, per i casi di emergenza, ma senza troppo piacere.
Gli Umanisti dell'ambito della Chiesa pongono la signoria o la sovranità sugli uomini.
Per la fiducia spirituale non dipendono dalla grazia e dalla giustificazione di Dio, ma dalla propria esperienza religiosa personale, o dalla capacità di capire dottrine solide.
Ma la salvezza non si trova nella religione intellettuale della mente, né nella mente stessa, bensì nell'opera salvifica e sacrificale, nell'opera di Gesù Cristo che ci giustifica, opera che viene imputata a noi.
È LUI IL SIGNORE.

L'Umanesimo come Religione
religione dell'umanità
Molta gente non riesce a vedere l'Umanesimo come una religione.
Verso gli anni 60, i leader moderni di questo tipo di religione hanno cambiato il nome da “Religione dell'Umanità” a UMANESIMO. Era più facile infiltrarsi nelle Chiese quando vi si arrivava non in veste di “religione”, ma come una filosofia e come umanitarismo,  “Religione”= fede in Dio, così molti che non vedono l'UMANESIMO come una RELIGIONE, perché identificano la religione col credere in Dio,  accettano l'Umanesimo. 

Influenza dell'umanesimo nella chiesa 
Il nostro eterno nemico, Satana, ha l'abitudine di "strisciare" ogni tanto verso di noi. Prima che abbiamo anche solo la consapevolezza di essere coinvolti in una battaglia, egli ci ha orientati verso la sconfitta!
"Se anche una sola volta venisse verso di me allo scoperto, all'aperto", è il nostro desiderio, "allora non sarei colto di sorpresa." Ma è una chance improbabile! Satana era maestro di guerriglia molto tempo prima che i Marxisti cominciassero anche solo a sognarsela. I cristiani, purtroppo, sono ancora troppo propensi a pensare in termini di trincee di guerra, con linee ben distinte tra buoni e cattivi!
La società - e pare una vasta parte della Chiesa - negli ultimi cinquant'anni hanno abbracciato, o per lo meno sono state influenzate con forza, dall'Umanesimo (satana), senza mai essere consapevoli di quanto questa filosofia ha afferrato profondamente il mondo nella sua presa. Quale aspetto sta assumendo, così, questa "nuova chiesa"? Un aspetto molto diverso da quella che un tempo era la "Chiesa", qualcosa che potrebbe meglio essere definito "Chiesa revisionista o umanista". Sarcasticamente la si può chiamare "Chiesa deformata"! La sua conformazione corrisponde non tanto al cristianesimo storico, ma a quella che si potrebbe definire una nuova religione civile.

  1. Funzione celebrativa. Si celebrano con delle cerimonie religiose con forte significato simbolico che accompagna le tappe più importanti della vita: nascita (battesimo), la fine dell'adolescenza (confermazione), matrimonio (nozze in chiesa), morte (funerale religioso). Questo tipo di chiesa è pronto a "benedire" e giustificare tutto ciò che la gente ritiene importante, per quanto si opponga alla verità cristiana (ma quest'ultima non è una categoria che essi comprendano): commercio, edifici, bestiame, avvenimenti sportivi, guerre, politica, matrimoni omosessuali, divorzi, aborto, eutanasia, ecc.
  2. Gestione /promozione di valori prettamente umanistici. Concetti come: pace, amore, tolleranza, inclusivismo (il peccato più grave è la "discriminazione") solidarietà, ecologia, vengono affidati agli “operatori religiosi” che così sono chiamati a svolgere funzione educativa a diversi livelli,  in appoggio (e non certo in concorrenza) a ciò che sono chiamati a svolgere gli insegnanti “laici” della scuola statale.
  3. Animazione sociale. Agli “operatori religiosi” ed alle strutture della “chiesa” viene affidata la promozione di valori sociali, ricreativi e culturali (nei limiti, però, di dove le iniziative “laiche” della società civile non riescono ad arrivare, e certamente mai in concorrenza con esse, che hanno comunque priorità).
  4. Funzione consolatoria. Si intende la “cura d’anime”, ovvero la presa in carico delle persone psicologicamente più deboli, i malati, gli anziani, i morenti, in appoggio, ma mai in sostituzione, e certo non in concorrenza, con gli “specialisti” rigorosamente “laici” di ogni campo. Questa chiesa, infatti, affida un ruolo primario agli "esperti delle scienze sociali": assistenza sociale e giuridica, medicina, psichiatria, per quanto operino su presupposti diversi da quelli cristiani, o addirittura si oppongano ad essi.

A questo livello le “illusioni della religione” possono anche essere tollerate (con moderazione), basta che non si trasmetta mai alcuno sgradito concetto biblico tradizionale, altrimenti sarebbe considerato "sfruttamento della credulità popolare". Ad esempio: i Dieci comandamenti, il peccato, l'inferno, il diavolo, l'unicità di Cristo e simili, cose che non dovrebbero essere menzionate se non per metterle in questione e "spiegarle" umanamente. Secondo questo "cristianesimo revisionista umanistico" (di fatto un cristianesimo contraffatto), la gente non dovrebbe essere "spaventata" ma rassicurata da un Dio buono, tollerante ed amorevole (ma non santo) che, alla fine, "certamente" salverà tutti (altrimenti questa sarebbe una "discriminazione", il vero peccato capitale di questa "religione").
 
Origine satanica dell'Umanesimo
torre di Babele 
L'origine dell'Umanesimo è quindi satanica. È lo spirito dell'auto-esaltazione e dell'auto-determinazione.
La tentazione presentata ad Eva consisteva nel grido umanista: "Sarai come Dio …" La tendenza del peccato non è verso il basso, ma verso l'alto. Lo spirito dell'umanesimo è l'uomo che sale ad una posizione di governo e di autorità; è l'uomo che stabilisce il proprio regno per se stesso e per la creazione.
Il problema è che egli fa questo in nome di se stesso, e non come rappresentante del Signore dell'Universo. 
"La dichiarazione della natura caduta è questa: 'Venite, costruiamoci una città, e una torre la cui cima raggiunga il cielo, e FACCIAMOCI un nome…" (Genesi 11, 4). 
La grande frustrazione dell'uomo nei suoi nobili sforzi, tuttavia, è di non raggiungere mai gli scopi ai quali è proteso. I suoi progetti finiscono sempre in frustrazione e rovina.
Satana mirava al trono di Dio ed è finito con la bocca piena di polvere. Adamo ed Eva miravano alla saggezza ed alla conoscenza, e hanno scoperto la propria nudità. Gli uomini a Babele miravano ad un grande nome, e furono dispersi per tutta la terra - proprio quello che cercavano di evitare.
Quando l'uomo si fa delle mire proprie, si scontra sempre con le proprie necessità ed i propri limiti.
Anziché riconoscere che i propri limiti sono il risultato dell'interruzione della sua relazione con Dio, l'uomo cerca e si sforza di coprire e correggere da solo quei limiti, con le proprie forze. Quando Adamo ed Eva scoprirono di essere nudi, cucirono insieme delle foglie di fico per coprirsi - un povero sostituto delle pelli animali che poi il Signore fornì loro. 
Oggi la nostra società è piena di simili "foglie di fico" quali sostituti di ciò che Do vuole darci: i programmi per il benessere, la legislazione sociale, il socialismo e cose simili non sono altro che foglie di fico che cercano di coprire le nudità dell'uomo nella sua condizione di uomo caduto. L'uomo è incline a ricucire la vecchia natura per riguadagnare il suo posto di autorità e di governo sulla terra. Ma fare una cosa simile separatamente dalla potenza e dal governo di Dio è finire con un mazzo di foglie di fico secche.   

Storia dell'Umanesimo  
 
L'Umanesimo ha le sue radici nelle antiche società pagane. La sua espressione più chiara fu probabilmente in Grecia e a Roma, e quindi ha avuto una diretta influenza sul corso della moderna cultura Occidentale.
Il pensiero greco e romano si basava in primo luogo sulla ragione e sulla capacità personale dell'uomo di controllare il proprio destino. I loro dèi, in particolare delle società successive, cosa erano? Impersonali o personificazioni di forze naturali - e non esseri con i quali poteva esserci una relazione e comunione scambievole. Il risultato era una società centrata sull'uomo. Quando giunse l'epoca in cui Cristo visse in Palestina, l'Impero Romano che poi avrebbe finito col deificare lo Stato Romano, nel quale lo stesso Imperatore doveva essere adorato come un dio, si trovava in un momento di transizione.
Nel mondo romano questa supremazia ultima dello Stato era l'incoronazione dell'uomo e del suo personale modo di governare quale sovrano, separatamente da Dio. 
La Chiesa fece irruzione nel mondo Romano con la sua confessione radicale che "Gesù è il Signore!"
I Romani di quei tempi adoravano lo Stato e per legge dovevano offrire sacrifici e libagioni al culto dell'Imperatore. Nel farlo, dichiaravano: "Cesare è il Signore!" I Romani non avevano problemi se i cristiani adoravano Gesù, ma quando si rifiutavano di confessare che Cesare era il Signore erano considerati dei sovversivi - nemici dello Stato.
Il conflitto era più profondo delle ideologie politiche dell'epoca.
Il conflitto tra Cesare e Cristo era una specie di guerra spirituale tra le forze che portano l'uomo a ribellarsi contro Dio e lo stesso regno di Dio. Poiché i cristiani si rifiutavano di confessare la supremazia dello Stato, pagavano questo rifiuto con la vita. 
Nel 312 d.C. tuttavia la persecuzione ebbe fine con la venuta di Costantino, il primo Imperatore Romano che abbracciò il Cristianesimo.
Sotto di lui il Cristianesimo divenne la religione di Stato, e di conseguenza la società occidentale fu "cristianizzata".  

Il ritorno dell’Umanesimo 
 
Verso il 1200 d.C., non appena gli esperti della Chiesa cominciarono a rivivere e a studiare gli scritti dei classici Greci e Romani,  l'UMANESIMO cominciò a riemergere.
I semi di questo periodo di "classicismo", com'era allora chiamato, germogliarono nel periodo noto come "Rinascimento". Il Rinascimento si centrava su questo mondo, sulla natura e sull'esaltazione della vita umana. Gli uomini del Rinascimento non avevano eliminato la Scrittura e la Legge di Dio dalla loro vita; misero semplicemente il loro pensiero personale, ed in particolare quello degli scrittori classici, sullo stesso piano con Dio e con la Scrittura.
Tipico degli uomini di questa specie fu Michelangelo, che nell'Oracolo dei Delfi, nella Cappella Sistina, in Vaticano, dipinse il profeta del Vecchio Testamento Geremia assieme ai profeti pagani. Verso la fine del Rinascimento, il pensiero cristiano e non cristiano erano allo stesso livello.  

La Riforma 
 
Poco dopo l'inizio del Rinascimento, la Riforma nell'Europa centrale e settentrionale infuse nella cultura occidentale una nuova corrente di vita che si centrava sulla Parola di Dio e sulla fedeltà alla Sua volontà rivelata per l'uomo e per la società.
Immediatamente dopo la Riforma tuttavia, servendosi di un movimento chiamato ILLUMINISMO, l'UMANESIMO rinnovò i suoi assalti sulla cultura intellettuale dell'Occidente.
Durante questo periodo (verso il 1600-1800), l'Umanesimo del Rinascimento fu secolarizzato.
In quel periodo, intellettuali con posizioni di leadership possono aver creduto in "Dio", ma Egli era considerato solo come un Essere che aveva creato l'universo, ma che poi se ne era allontanato.
Dio era il Dio della creazione naturale, ma in Lui non vi era niente di soprannaturale.
Il che portò a dare per scontato ogni fatto soprannaturale, visto che Dio non si considerava più come un Dio che interviene  negli affari e nei problemi degli uomini. In conseguenza a ciò, miracoli, azioni dello Spirito Santo e la Fede furono ridotti ad essere collocati  esclusivamente nella mente dei pensatori dell'epoca (diventarono cioè un fatto intellettuale e teorico che nessuno si aspettava più). Questi pensatori non erano atei, ma erano non-teisti. Dio per loro non aveva più alcuna importanza pratica, né alcuna influenza. 
All'apice dell'Illuminismo tuttavia, l'uomo si trovò ancora una volta davanti alla sua foglia di fico secca.
Senza un Dio personale, che Si prendesse cura di lui, l'uomo si trovò in balìa del fatalismo e della disperazione. Voltaire, detto il "Padre dell'Illuminismo", descrisse l'uomo così:  "Atomi tormentati su questa palla di argilla, lo sport della morte, la preda dei colpi del destino e del caso… che brancola nel buio alla ricerca di una luce che lo guidi".
Ma l'uomo dell'Illuminismo non considerò questa esigenza dell'uomo, e si adoperò per porre le basi del moderno Umanesimo, preparando la strada al pensiero materialistico e pragmatico del mondo moderno, che escludeva  Dio dal quadro e lasciava che fosse l'uomo a portare ordine e guarigione nella creazione. 
Così oggi ci ritroviamo con un miscuglio di due correnti di pensiero: una ha la sua origine nel Nuovo Testamento e nella Parola di Dio rivelata all'uomo.
Ci giunge attraverso la Riforma, ed oggi è la corrente principale di ciò che Dio sta facendo sulla terra per mezzo della Sua Chiesa.
La seconda corrente ha origine dalla Grecia classica e scorre attraverso il Rinascimento e l'Illuminismo, per diventare poi l'Umanesimo Moderno o filosofia secolare.
Purtroppo la divisione tra le due correnti non è così chiara come dovrebbe. 
Il pensiero cristiano assume infatti svariate forme: conservatore, fondamentalista, evangelico, carismatico, riformato e tradizionale. 
L'Umanesimo, allo stesso modo, si esprime in varie forme: Umanesimo religioso, Comunismo, Socialismo, Liberalismo, Umanesimo scientifico e Umanesimo democratico. Le due correnti si mescolano e scorrono insieme in vari punti, a dire il vero in molti punti, e la sfida per il cristianesimo che desideri vivere secondo la Parola di Dio consiste nel liberarsi  dall'influenza umanistica, e affinché ciò possa realizzarsi è necessario vedere e capire il miscuglio in cui siamo immersi e viviamo.

Cristianesimo contro Umanesimo 
umanocentrico 
Voglio ora mettere a confronto gli insegnamenti dell'Umanesimo e del Cristianesimo in sei punti fondamentali:  

1.  Il modo di considerare il mondo
Per il cristiano l'universo si centra in Dio e nella Sua volontà. Il Regno di Dio esisteva sin da prima della creazione, e lo scopo di Dio nel tempo è quello di ristabilire il Suo Regno riportandolo nel giusto ordine nell'Universo.
Il ministero di Gesù è stato quello di portare a compimento la volontà del Padre. Lo scopo principale della venuta di Gesù sulla terra e della Sua morte sulla Croce è stato quello di portare a compimento la volontà del Padre, di fare la volontà del Padre, e non  quello di salvare il mondo. Il Suo punto focale era il Padre, non l'uomo. Ed ora Egli ha uno scopo nel regnare: quello di vedere che sulla terra è stato portato il Regno di Dio, affinché possa essere fatta la volontà del Padre. 
L'Umanesimo invece centra la vita e il suo scopo sulle necessità dell'uomo. È interessante rilevare come la prima cosa di cui Adamo ed Eva furono consapevoli dopo aver spezzato la loro relazione con Dio fosse quella di essere nudi.
Ogni opinione da parte del mondo, o teologica, che si centri sul far fronte alle necessità umane è umanistica alla radice, anche se nella terminologia e nell'applicazione appare cristiana. Ciò non significa affatto che il venire incontro alle necessità umane non debba esser parte del ministero cristiano. Significa invece che quello non deve essere il centro del suo orientamento. Il nostro centro focale deve essere sempre nella volontà del Padre.
 
2. La Fonte della Verità
Per il Cristiano la Verità è rivelata da una fonte superiore alle proprie esperienze.
Il Cristiano vive secondo la rivelazione obiettiva della Parola di Dio e sotto la guida soggettiva dello Spirito Santo. Per il Cristiano la verità è assoluta. La verità in cui viviamo nel 20° secolo è la stessa vissuta da Paolo nel 1° secolo. È la stessa per la società giapponese o americana, per l'uomo primitivo o colto.
È una verità unica per l'uomo del ghetto e per quello che abita in un palazzo.
È una verità unica, assoluta, perché viene da Dio che è assoluto e non cambia mai. 
Per l'Umanista la verità è empirica, pragmatica.
In altre parole, solo ciò che può essere misurato con l'esperienza può essere chiamato verità - ovvero, solo se la cosa può essere misurata o sperimentata. Questo toglie ogni spazio alla Fede intesa alla maniera cristiana.
L'Umanesimo Moderno da una parte può accettare la verità di Cristo, e poi voltarsi ed accettare allo stesso tempo anche la "verità" di Hare Krishna.
Per l'Umanista non vi è contraddizione alcuna, poiché per lui tutto ciò che funziona può essere vero, ma non esiste una verità in senso ultimo o assoluto. Ed è proprio questo il punto in cui si è perduto gran parte del "Jesus Movement". I giovani accettavano Gesù, ma in realtà per loro Gesù rappresentava solo un altro "viaggio", non troppo diverso dall'esperienza della droga o della "Meditazione Orientale". E sebbene molte delle loro esperienze in Cristo fossero genuine, spesso mancava loro ogni capacità di capire la verità in senso assoluto, ossia che la Verità del Vangelo è vera, indipendentemente da cosa essi hanno sperimentato.
Per il fatto che la loro comprensione si basava solo su ciò che potevano sperimentare, e non sugli assoluti della Parola di Dio, quando l'esperienza mancava, la fede spariva.   
 
3. Morale, Etica e Legge
Come il Cristiano ha nella Scrittura la rivelazione della verità sulla vita, la stessa cosa vale per la verità sulle leggi morali, l'etica e la legge.
Dio ha parlato chiaramente: "Non fare …" e per il credente ciò risolve definitivamente il problema. Dio non dà mai statistiche o ragioni a sostegno dei Suoi Comandamenti; e non dice neppure: "Fai questo, perché è la via migliore." Egli dice: "Fai questo perché Io sono Dio." Per il credente un atto immorale è male non perché distrugge la sua vita personale o ferisce qualcun altro, ma perché offende Dio. Per noi la morale e l'etica sono degli assoluti.
Il Manifesto Umanista n. 2 invece dichiara:
"I valori morali hanno origine dall'esperienza dell'uomo. L'etica è autonoma e relativa, e non necessità di alcuna sanzione teologica o ideologica."
In altre parole, niente al di fuori dell'uomo può giudicare un'azione o una situazione e dire se è giusta o sbagliata. La moralità di una situazione è stabilita dal bisogno del momento. Così l'adulterio può essere un male se ferisce qualcuno, ma un bene se aiuta il matrimonio. Questa si chiama Etica Relativa o Etica delle Situazioni.
Questo modo di accostarsi all'etica deve infine influire sulla legge e sul sistema legale di una società. Poiché la legge si basa su un codice morale, la stessa legge diventerà relativa. 
La nostra società sta scoprendo che le sue leggi non si adeguano più a ciò che la gente capisce come bene e male, e cioè la punizione capitale, le leggi sulla marijuana, le leggi contro la sodomia, le leggi che definiscono le responsabilità coniugali, eccetera.

4. L'uomo
La  Scrittura insegna che l'uomo si trova nella posizione di uomo caduto, e che la sua naturale inclinazione è fare il male e ribellarsi contro Dio.
La sola risposta dell'uomo per giungere alla vita è attraverso la redenzione di Gesù Cristo e la santificazione tramite lo Spirito Santo. L'uomo separato da Dio è in una condizione senza speranza. 
La Filosofia Umanista considera l'uomo come il prodotto del suo ambiente.
L'umanista ritiene che l'uomo risulterà benissimo se gli sarà concesso di svilupparsi fuori dalla corruzione sociale e tradizionale che hanno bloccato la sua nobiltà. L'effetto di un simile pensiero è risultato nella proliferazione della legislazione sociale e cioè, in realtà, il cercare di correggere i difetti dell'uomo cercando di correggere l'ambiente.
Il criminale diventa allora la vittima della società, essendo stata la società a creare l'ambiente che lo ha costretto al comportamento criminale.
La società, secondo il pensiero umanista, è obbligata a riabilitarlo e a correggere l'ambiente e i difetti che in esso si trovano e di cui è responsabile. I movimenti dei "diritti" sono un derivato di questo tipo di pensiero. L'eguaglianza nella società, come oggi viene proclamato, è un concetto umanistico, che in realtà afferma: "Nessuno, uomo o donna, può essere al di sopra di nessun altro, poiché ciò li renderebbe meno di una persona."
L'Egualitarismo è il prodotto dell'Umanesimo, dell'adorazione di un nuovo idolo, l'uomo, ed una nuova immagine estratta dall'immaginazione di un uomo.
 
5. L'Istruzione 
Per il cristiano l'istruzione dovrebbe essere l'addestramento per le vie di Dio. Si tratta di imparare a vivere: "Alleva un figlio sulla via che deve percorrere…" è l'avvertimento.
La Scrittura dichiara con chiarezza che esiste il modo in cui dovrebbe essere allevato il bambino: secondo la Legge di Dio. La maggior parte della gente non se ne rende conto, e le scuole statali sono in massima parte interamente umanistiche nel modo in cui affrontano il problema dell'istruzione.
John Dewey, il "padre dell'istruzione progressiva", che è stato uno dei più influenti educatori di questo secolo, nel 1933 è stato anche uno dei firmatari del Manifesto Umanista N.1.
Nelle scuole statali il problema non è tanto la mancannza di preghiera, della Bibbia e della sua lettura, o l'educazione sessuale: queste cose sono come il mal di testa in paragone al tumore al cervello. Il problema è che i bambini sono indottrinati dall'Umanesimo per un sempre maggior numero di ore.
Nel 1961 nel processo di Torcaso contro Watkins,  la Corte Suprema degli Stati Uniti dichiarò che l’Umanesimo era una Religione, proprio come il Buddismo, il Taoismo e altre.
Se l'Umanesimo Secolare è la Filosofia alla base delle nostre scuole statali, allora, considerato da una prospettiva cristiana, vi è poca differenza tra l'addestramento ricevuto nelle scuole dominate dagli umanisti e quello che si riceverebbe sotto una religione pagana.
L'istruzione moderna sta cucendo foglie di fico, e le unisce per coprire la nudità dell'uomo. Vuole che un bambino si sviluppi "naturalmente", libero dai freni inibitori della religione e della tradizione.
Lo sviluppo dell'EGO, in luogo della guida e dell'addestramento ad apprendere, è il metodo umanista per risolvere il problema.
 
6. Il Governo (La posizione dell'autorità) 
"Non vi è altra autorità al di fuori di Dio", dichiara la Scrittura, e quelle che esistono sono stabilite da Lui" (Romani 13, 1).
Il Governo (posizione di autorità), secondo il concetto cristiano del mondo, riceve dall'alto la sua autorità: Dio ha dato ai governi il diritto di governare.
In questa luce, i capi dei popoli e quanti hanno incarichi pubblici devono rispondere a Dio, più che al popolo, per il modo in svolgono la loro funzione. Nelle Chiese le guide devono rendere conto a Dio delle loro azioni, e nella famiglia il marito deve rispondere a Dio, non alla moglie o ai figli, per il modo in cui li guida.
Il Governo Umanista riceve la sua autorità dal popolo.
I Romani avevano questo standard: SPOR = Senatus Populusque Romanus = "Il Senato del Popolo Romano". Era questa la base da cui emanava e operava il Governo Romano - il POPOLO.
Oggi il nostro Governo è in massima parte condotto dal consenso popolare, da ciò che il popolo vuole. È la legge del 51%. I funzionari eletti per prendere le loro decisioni non guardano  alla Legge di Dio, ma all'opinione della folla.
La regola del 51% si estende anche alla nostra vita privata. Se Rossi e Bianchi affermano che oggi la maggior parte della gente ha rapporti sessuali prima del matrimonio, allora deve essere giusto così, perché poi la gente agisce di conseguenza. 
La maggioranza diventa la norma, la regola-base. Ciò significa che se i Cristiani su una certa questione sono in minoranza, non saranno più considerati semplicemente dei "diversi", ma saranno degli "anormali".
Gli estremi di questo fatto li abbiamo potuti osservare nei paesi Comunisti, dove i Cristiani spesso sono stati mandati nei manicomi perché non concordavano con la "gente", e quindi sono stati condsiderati dei "deviati".
L'altra alternativa è la reclusione come sovversivi politici, visto che il Cristiano non può confessare la signoria dello Stato - una situazione non troppo diversa da quella dell'antica Roma.
Sono questi i danni di una società regolata in base alla voce del 51%.

Le tre forme dell'Umanesimo
new age
1. La forma OTTIMISTA - Il Manifesto N. 2 dichiara:
"Usando con saggezza la tecnologia, possiamo controllare l'ambiente, conquistare la povertà, ridurre notevolmente la malattia, estendere la durata della vita, modificare notevolmente il comportamento, alterare il corso dell'evoluzione umana e dello sviluppo culturale, dischiudere vasti, nuovi poteri e dare all'umanità una opportunità ineguagliata di raggiungere una vita abbondante e ricca di significato." L'Umanista ottimista intravede il sorgere di una NUOVA ERA (New Age) per mezzo della scienza e della tecnologia. Sarà l'utopia di un nuovo mondo. Nel suo libro "Beyond Freedom and Dignity" B.F. Skinner afferma: "Ancora non abbiamo visto cosa l'uomo può fare dell'uomo."
L'Umanesimo Ottimista intravede finalmente l'uomo che afferra il premio del dominio: ha mangiato il frutto ed è diventato saggio; si è fatto per se stesso un nome nella creazione ed ha coperto la propria nudità. 
 
2. La forma PESSIMISTA è tuttavia la seconda forma di umanesimo.
Vede l'uomo com'è in realtà. Capisce che le foglie di fico si sono seccate e che l'uomo è ancora nudo. Arthur Koestler ha riassunto benissimo questo punto di vista pessimistico quando ha affermato: "La natura ci ha lasciati in basso, pare che Dio abbia lasciato staccato il ricevitore, e il tempo sta trascorrendo".
Per l'Umanesimo Pessimista esiste solo il buio vuoto della nuda realtà senza Dio.
La risposta? "Emarginati! Fai quello che ti pare! Sfogati - mangia, bevi e divertiti!"  

3. Una forma di UMANESIMO RELIGIOSO è la terza forma  di Umanesimo.
Questo va da un liberalismo estremo e del Vangelo sociale, fino a forme di umanesimo carismatico incentrato sull'uomo, e sul dovere di Dio di far fronte alle sue necessità. Per la Chiesa moderna il pericolo maggiore non è l'Umanesimo ateo, ma proprio  l'Umanesimo Religioso, che è pieno di attività religiosa, ma vuoto di contenuti, di sacrificio e di rinuncia. 

La società Cristiana tradizionale come noi l'abbiamo conosciuta è sul suo letto di morte.
La nostra società non solo è  secolare nello stile di vita e nel modo di considerare il mondo, ma anche nel pensiero e nella filosofia.
E mentre la società, e la Chiesa, si scuotono di dosso gli indumenti di una tradizione valida, si aprono - e sono già aperte - solo due alternative:
  1. Abbracciare e vivere nella forma dell'Umanesimo;
  2. Rientrare sotto il mandato del Regno di Dio.
“Uscite da essa, o popolo mio, affinché non abbiate parte ai suoi peccati e non vi venga addosso alcuna delle sue piaghe, perché i suoi peccati si sono accumulati e sono giunti final cielo, e Dio si è ricordato delle sue iniquità” (Apocalisse 18:4,5).

Conclusioni

La sola alternativa all'Umanesimo è la realtà del Regno di Dio
La sfida vera posta oggi davanti alla Chiesa è quella di diventare la dimostrazione visibile di una realtà invisibile che si centra su Dio, sulla Sua Legge e sulla Sua volontà.   Il nostro messaggio deve essere qualcosa di più delle sole parole e della predicazione, perché nel mondo moderno le parole hanno perso la loro potenza.
Dobbiamo poter dire: "Vieni con me, e ti farò vedere cosa significa essere cristiani!". 
Il Sangue dei martiri del 20° secolo di molte chiese orientali è stato sparso nella lotta contro le forze di sistemi e ideologie umanistiche. Per la Chiesa della società occidentale la prova non è lontana.
Dio sta scuotendo tutto quanto può essere scosso: l'umanesimo viene esposto, e la foglia di fico è secca.
La nostra chance è essere vestiti di rettitudine, ed essere una dimostrazione vivente del Regno di Dio.
Stiamo affrontando una battaglia paragonabile a quella combattuta contro la nostra fede dall'Impero Romano, dai Francesi e poi dalla Rivoluzione Russa. Non dobbiamo lasciarci fuorviare dal fatto che la battaglia è meno aperta, e che è mascherata dalla preoccupazione per il pubblico benessere. È ugualmente una guerra, pienamente consapevole e totale.  E non sarà il caso di voltare le spalle a questa situazione, a meno che non vogliamo il Signore volti le spalle a noi.
Egli infatti ci richiama così:Chi dunque Mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'Io lo riconoscerò davanti al Padre Mio che è in cielo; chi invece Mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'Io lo rinnegherò davanti al Padre Mio che è nei cieli” (Matteo 10, 32-33).

C'è una guerra in corso, e quindi che ti piaccia o no, vi sei coinvolto anche tu.
La sola questione è: DA CHE PARTE ti METTI? Col Signore, o con il grande Umanista, il Tentatore?
 
Chi è il tuo Signore e padrone? Dirai come Giosuè: “Quanto a me, e alla mia casa, noi serviremo il Signore”? (Giosuè 24,15)
Oppure seguirai ciecamente la maggioranza?

Oh terra, terra, terra, ascolta la Parola del Signore!” (Geremia 22,29)

 

"«Poiché il tuo cuore è stato toccato, poiché ti sei umiliato davanti al Signore, udendo ciò che io ho detto contro questo luogo e contro i suoi abitanti, che saranno cioè abbandonati alla desolazione e alla maledizione; poiché ti sei stracciato le vesti e hai pianto davanti a me, anch'io ti ho ascoltato», dice il Signore." 
(2 Re 22:19)

Liberamente adattato da internet

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