Stai dormendo? | CONSAPEVOLI NELLA PAROLA

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sabato 6 luglio 2013

Stai dormendo?

morto
«Risvègliati, o tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti inonderà di luce» Ef. 5:14

Stai dormendo?

Tanti portano il nome di cristiani ma non recano l’impronta che deve contraddistinguere un tale nome. Dio non regna nei loro cuori; hanno l’animo alle cose terrene. Essi sono spesso abili e intelligenti nelle cose di questa vita. Molti di loro sono buoni uomini d’affari, compiono con diligenza le loro attività secolari, sono buoni padroni, buoni dipendenti, buoni vicini e hanno un ottimo senso civico. Tutte cose buone, per carità.
Ma io parlo della loro parte eterna e immortale, l’anima. E in questo, se mi è concesso giudicare da quel poco che fanno per essa, si dimostrano perlomeno sconsiderati, irresponsabili e apatici. Potremmo dire che dormono. 
Non sto dicendo che la loro mente non è mai attraversata dal pensiero di Dio e della salvezza: dico solo che tali concetti non occupano il primo posto nella loro esistenza.
Né mi azzardo a dire che, presi singolarmente, si comportano tutti allo stesso modo. Ci sono senza dubbio alcuni che peccano più di altri. Ma il fatto è questo: seguono tutti, in un modo o nell’altro, la propria via, che non è la via di Dio. Ora, io non conosco altra regola per mezzo della quale giudicare la condizione di un uomo se non la Bibbia e, investigandola, giungo a una sola conclusione, a proposito di questi individui: stanno dormendo sul destino della loro anima. Non discernono né quanto peccaminoso sia il peccato né il loro naturale stato di perdizione.
Stimano cosa di poco conto il violare i comandamenti di Dio, hanno scarsa cura di appurare se stanno vivendo o no secondo la sua Legge. Eppure, Dio dice che il peccato è la trasgressione della Legge, che il suo comandamento è estremamente esteso e chiaro, che ogni immaginazione del cuore umano non è altro che male, che Lui non sopporta il peccato, che lo detesta, che il salario del peccato è la morte e che l’anima che pecca morrà. Indubbiamente sono addormentati.

Amico, è questo lo stato dell’anima tua? Ricorda la domanda che ti ho fatto: Stai dormendo anche tu?

Queste persone non realizzano di aver bisogno del Salvatore. Pensano che sia una cosa facile andare in cielo e che Dio, alla fine, avrà misericordia di loro, in una maniera o nell’altra, benché confessino di non saper esattamente come. Eppure Dio dice che Egli è santo e giusto, che non cambia mai, che Cristo è l’unica via e che nessuno viene al Padre se non per mezzo di Lui, che senza il suo sangue non può esserci perdono dei peccati, che l’uomo senza Cristo è un uomo senza speranza, che chi vuol essere salvato deve credere in Gesù e venire a Lui e che colui che crede non sarà condannato.
Certo, essi dormono!

Te lo chiedo ancora una volta: è questo lo stato dell’anima tua? Ricordati la mia domanda: Stai dormendo anche tu?

Questi tali non riescono a vedere il bisogno della santità. Pensano che basti andare avanti come fanno gli altri e vivere come il loro prossimo. Quanto poi alla preghiera e alla lettura della Bibbia, all’agire e al parlare secondo coscienza, all’applicarsi a ciò che è vero e amabile, al praticare l’umiltà e la carità, al rimanere separati dal mondo, ai loro occhi sono cose marginali. Eppure Dio dice che senza la santità nessuno vedrà il Signore, che nulla di immondo entrerà in cielo, che il suo dev’essere un popolo peculiare, zelante nelle buone opere. Certo, essi dormono!

Te lo ripeto: è questa la condizione dell’anima tua? Ricordati la mia domanda: Stai dormendo anche tu?

La cosa peggiore di tutte è che queste persone sembrano non avvertire il pericolo in cui incorrono. Camminano ad occhi chiusi e paiono non sapere che la fine del loro sentiero è l’inferno. Alcuni di loro sognano ad occhi aperti, credendo di essere ricchi, laddove sono dei miserabili, di essere sazi, mentre sono affamati, di godere ottima salute, quando in realtà sono gravemente ammalati. Ma si sveglieranno dai loro sogni facendo l’amara scoperta che era tutto sbagliato e che non è vero niente. Molti si comportano in questo modo, quando si tratta della propria anima. Blandiscono sé stessi, pensando che avranno pace, ma pace non ci sarà. Credono che tutto andrà per il meglio, ma si accorgeranno troppo tardi di aver sbagliato tutto. Certo, essi dormono!

Te lo chiedo di nuovo: è questa la condizione della tua anima? Ricordati la mia domanda: Stai dormendo anche tu?

Se la tua coscienza ti punzecchia e ti dice che sei ancora addormentato, cosa posso dire per svegliarti? La tua anima è in grave pericolo! Se non avviene un radicale cambiamento, essa sarà perduta. E quando si produrrà questa trasformazione in te? Stai per morire e non sei preparato al trapasso, sei sul punto di essere giudicato e non sei pronto ad incontrare Dio; i tuoi peccati non sono ancora perdonati, non sei giustificato, il tuo cuore non è rinnovato. Se tu dovessi entrarci, il cielo stesso non sarebbe per te un luogo di godimento, poiché non hai familiarità con il Signore del cielo: quello che piace a Lui non piace a te, ciò che dispiace a Lui non ti provoca dolore. La sua Parola non è il tuo consigliere, il suo giorno non è il tuo diletto, la sua Legge non è la tua guida. Ti curi poco di ascoltarlo e sei a digiuno del parlare con Lui. Essere per sempre in sua compagnia sarebbe per te insopportabile e la comunione dei santi e degli angeli sarebbe un fastidio e non una gioia. Per come conduci la tua vita, la Bibbia potrebbe benissimo non essere mai stata scritta e Cristo potrebbe anche non essere morto. Gli apostoli furono dei folli, i cristiani primitivi degli squilibrati e la salvezza del vangelo una cosa superflua. Oh, amico, svegliati e non continuare a dormire!

Non pensare di dire di non credere che il tuo caso sia poi così disperato, che il pericolo sia così concreto o che Dio sia così esigente. Io ti dico che il diavolo sta instillando da quasi seimila anni nei cuori degli uomini questa illusione ingannevole. È stata questa la sua grande trappola, sin dai giorni di Adamo ed Eva: “Voi non morrete”.
Non essere così sprovveduto da cascarci. Dio non ha mai mancato di punire il peccato a mai lo farà. Non ha mai mancato di mandare ad effetto la sua Parola e tu, un giorno, te ne accorgerai a tue spese, se non ti ravvedi. Amico, svegliati. Svegliati! Non pensare di dire che sei un membro della Chiesa di Cristo e che quindi sei sicuramente un buon cristiano, al pari degli altri. Io ti dico che, se non hai altra giustificazione da addurre, così peggiorerai soltanto le cose. Puoi essere iscritto nel registro di una chiesa, puoi far parte di un insieme di credenti, puoi ascoltare per anni la predicazione del Vangelo, puoi partecipare ai simboli del pane e del vino e accostarti regolarmente alla cena del Signore e, con tutto ciò, se il peccato non ti ripugna, se Cristo non è prezioso per te e se il tuo cuore non è il tempio dello Spirito Santo, in quel giorno non sarai migliore di qualsiasi altra anima perduta. Amico, svegliati, svegliati!

Non pensare di dire che sei battezzato e che quindi sei sereno, essendo nato di nuovo e avendo dentro di te la sua grazia. Io ti dico che non mostri nessuno dei segni citati da Giovanni nella sua prima epistola che indicano che tu sia una tale persona. Non si comprende che tu confessi che Gesù è il Cristo e che vinci il mondo, non commettendo il peccato, amando tuo fratello, facendo ciò che è giusto e allontanandoti dal male. Come si fa a credere che sei nato di nuovo? Se Dio fosse tuo Padre, ameresti Cristo; se tu fossi un figlio di Dio saresti guidato dal suo Spirito.
C’è bisogno di elementi più consistenti. Manifesta dunque il ravvedimento e la fede; dai prova di condurre una vita nascosta con Cristo in Dio, mostra di avere una conversazione santa e spirituale. Sono questi i fatti che voglio vedere, se devo credere che c’è una buona radice in te e che sei un tralcio innestato nella vera Vite. Senza questi presupposti, il tuo battesimo aggraverà la tua situazione. Svegliati, svegliati!

Parlo in maniera così forte perché la situazione precipita: il tempo è troppo breve, la vita è troppo incerta per perdere tempo nelle formalità. A rischio di offendere, devo usare termini molto espliciti. Non accetto il pensiero di dover udire la tua condanna, quando sarà il gran giorno del giudizio, di vederti tra quelli che saranno messi alla sinistra di Dio, tra quanti saranno impotenti e senza speranza, eternamente privi della grazia di Dio. Non riesco a rassegnarmi a questi pensieri, mi contristano. Prima che venga chiusa la porta della grazia e che spunti il giorno della vendetta, ti invito ad aprire gli occhi e a pentirti. Rifletti bene sulla tua condotta e sii saggio. 
Svegliati, svegliati! Perché periresti?

Oggi, in qualità di ambasciatore di Cristo, ti prego di riconciliarti con Dio. Il Signore Gesù, che venne nel mondo per salvare i peccatori, che è il Mediatore tra Dio e gli uomini, quel Gesù che ci amò e diede Sé stesso per noi, ti manda un messaggio di pace. Egli dice: “Vieni a Me”.
“Vieni” è una parola preziosa che dovrebbe esercitare su di te una potente attrazione. Tu hai peccato contro il cielo, non il cielo contro di te. Vedi, il primo passo verso la pace viene fatto dal Cielo. Il messaggio del Signore è: “VIENI A ME”.
“Vieni” è una parola che racchiude un invito benevolo. Non intendi che il Signore ti sta dicendo:
“Peccatore, ti sto aspettando. Io non voglio che alcuno perisca, ma che tutti si ravvedano. Io non prendo alcun piacere nella morte degli uomini, ma desidero che tutti giungano alla conoscenza della verità. La mia benignità aspetta ancora che altri figli degli uomini si accostino al Trono della misericordia, prima che squilli l’ultima tromba, che altri pellegrini erranti ritornino, prima che si chiuda per sempre la porta. Oh, peccatore, vieni a Me!”.

“Vieni” è altresì una parola di promessa e di incoraggiamento. Non senti il Signore che ti dice: “Peccatore, ho dei doni pronti per te. Ho qualcosa di eternamente importante da dare all’anima tua. Ho un perdono gratuito anche per il più empio, una fonte inesauribile anche per il più impuro, una veste bianca per il più contaminato, un cuore nuovo per il più indurito, guarigione per il cuore rotto, riposo per l’aggravato e gioia per quelli che fanno cordoglio. Oh, peccatore, non è per nulla che ti sto invitando! Tutto è pronto! Vieni, vieni a Me!”.

Ascolta la voce del Figlio di Dio e bada di non rifiutare Colui che parla. Fuggi il peccato che non potrà mai darti vero piacere e che, in ultimo, si rivelerà amaro come il fiele. Esci da un mondo che non può soddisfarti: vieni a Cristo! Vieni con tutti i tuoi peccati, per quanto numerosi e grandi possano essere, per quanto tu possa esserti allontanato da Dio e per quanto scellerata possa esser stata la tua condotta.
Vieni così come sei: incapace, inadatto, impreparato come ti ritieni, non otterrai alcun beneficio se indugi ancora. Vieni subito, vieni al Signore Gesù!
Come scamperai se trascuri una simile salvezza? Dove comparirai se sprezzi il sangue di Cristo e oltraggi lo Spirito della grazia? È cosa terribile cadere nelle mani del Dio vivente, ma mai più spaventosa dello scadere dal vangelo della grazia. La strada più triste verso l’inferno è quella che corre all’ombra del pulpito, passando per la Bibbia attraverso ammonimenti ed esortazioni. Oh, sta’ attento a non piangere, come Israele a Cades, sul tuo peccato quando ormai è troppo tardi o a non renderti conto di esso quando non c’è più spazio per il pentimento, come accadde a Giuda Iscariota.
Levati e invoca il Signore. Non esser come Esaù: non barattare le benedizioni eterne per le cose materiali. Basti il tempo trascorso nell’indifferenza, nella mancanza di preghiera, nella noncuranza di Dio e di Cristo, nella frivolezza e nella mondanità: il tempo che resta sia consacrato al bene dell’anima tua.
Prega, ti scongiuro, di essere reso capace di rinunciare alle vecchie vie e alle vecchie abitudini e di esser fatto un uomo nuovo. Nessuno desidera più di me la tua felicità e il mio migliore auspicio è che tu possa diventare una nuova creatura in Cristo Gesù, cosa di gran lunga superiore alle ricchezze, alla salute, all’onore o alla conoscenza. Un uomo può godere l’eternità pur non avendo tutto questo, ma non potrà accedervi senza la conversione. Ti dico la verità: se tu morissi senza esser nato di nuovo, sarebbe stato meglio per te non essere mai venuto al mondo. Nessun uomo può veramente dirsi vivo, finché non vive in Dio.
Ti lascio con questa domanda. Il Signore conceda che, a suo tempo,  essa si riveli illuminante per la tua anima. Il desiderio del mio cuore e la mia preghiera a Dio è che tu possa essere salvato. 
Svegliati, tu che dormi, sorgi dai morti e Cristo ti darà la luce. Levati, tu che dormi, e invoca Dio. C’è ancora speranza. Non rinunciare alle tue misericordie e non perdere l’anima tua.

 John Charles Ryle

 

"Ciascuno di noi renderà conto di sé stesso a Dio"  
(Romani 14:12)
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